DAGLI ARTIGIANI A PALAZZO BROLETTO, 27 RICHIESTE PER RILANCIARE L’ECONOMIA

Le due associazioni di categoria del territorio propongono un patto ai futuri candidati, sognando un nuovo modello di città
Unione Artigiani e Confartigianato Imprese chiedono un confronto con i candidati sindaco, perché la prossima amministrazione metta tra le priorità un rapporto diretto con le associazioni di categoria per rilanciare le piccole e medie imprese del territorio.

Settimana scorsa, con una conferenza stampa congiunta nella sede di via Lago Maggiore, le due associazioni dell’artigianato del Lodigiano hanno reso pubblico un documento programmatico (che trovate in allegato) fatto di 27 richieste e proposte per la prossima giunta. Il documento è stato consegnato ai vari candidati, proponendo poi un dibattito sul tema che avrebbe dovuto tenersi venerdì scorso, ma è stato rimandato a causa della morte dell’ex-consigliere comunale Vittorio Sala, a seguito della quale le varie liste hanno deciso di sospendere per alcuni giorni le iniziative elettorali.

Al di là del dibattito, dove ognuno dei sette candidati potrà portare il proprio punto di vista e le proprie ricette per rilanciare l’artigianato lodigiano, le due associazioni di categoria hanno chiesto agli aspiranti sindaco di sottoscrivere il patto, in cui sono sinteticamente richiamati i maggiori problemi legati al mondo delle imprese.

Tra le priorità di Unione Artigiani e Confartigianato ci sono la riduzione delle tasse, prima tra tutte quella sui rifiuti, che sia declinata in base al principio “più inquini, più paghi”; ci sono gli appalti e le assegnazioni dirette, che vengano introdotti criteri per cui, nel rispetto dei principi di legalità e trasparenza, si possa avere un occhio di riguardo per le imprese del territorio.

Tra i punti presi in esame anche il degrado delle aree produttive, più volte sottolineato anche attraverso visite presso le zone industriali e artigianali della città; e, di pari passo con lo stop al degrado c’è l’attenzione alla sicurezza delle zone produttive. Infine, gli artigiani chiedono politiche che attraggano nuovi investimenti e la capacità di sfruttare le ricadute dell’arrivo della facoltà di Veterinaria dell’Università di Milano, che possa essere un modo per rilanciare il polo della ricerca lodigiano.

Queste, secondo gli artigiani, dovranno essere le priorità del futuro primo cittadino per dare nuova linfa al tessuto produttivo della città che, venuto meno il ruolo di coordinamento della Provincia, dovrà assumere un impegno anche in questo senso.

Tutte queste richieste e proposte, comunque, si inseriscono in un diverso modo di intendere la politica, in una svolta che è auspicata non solo dagli artigiani, ma anche da altre categorie produttive: “Vogliamo che la politica lodigiana recuperi la capacità di ascoltare la voce del territorio – ha dichiarato il segretario dell’Unione, Mauro Sangalli -. Secondo noi la situazione economica può migliorare soltanto se palazzo Broletto sarà disposto ad avviare un dialogo permanente e concreto con le imprese e i cittadini”.

Della stessa idea anche Vittorio Boselli, segretario di Confartigianato: “Finora le proposte sono andate dal Broletto alle imprese, vogliamo ribaltare questo modo di lavorare, perché le imprese sanno quali sono le priorità”.

E la priorità, in questo caso, è lo sviluppo, come ha chiarito il presidente dell’Unione Artigiani Nicola Marini: “La città non può andare avanti se le imprese non torneranno a lavorare e a crescere, innescando una spirale positiva che si traduca anche in maggiore occupazione, maggiori consumi e maggiore benessere. Ci auguriamo che il futuro sindaco condivida questa priorità”.

Realizzare queste 27 richieste, innegabilmente, impegnerà anche economicamente il Comune, e nessuno quanto un artigiano sa quanto sia importante che ogni iniziativa abbia la propria copertura economica: “Sappiamo che i Comuni si trovano ad affrontare un periodo di difficoltà economiche – ha commentato Marco Crotti di Confartigianato -, ma vorremmo che i futuri amministratori si facciano carico di scelte chiare, stilando un documento che fissi almeno le priorità, le tempistiche e le risorse che potranno essere messe in campo”

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documento patto con il sindaco lodi 2017

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