I DATI DI ARTFIDI LOMBARDIA -area LODI

Artfidi Lombardia fa il punto della situazione sul credito alle imprese nel Lodigiano, ed è il ritratto di un’economia che continua a faticare per uscire da una crisi apparentemente senza fine. A spiegarlo è Mario Bellocchio, direttore della sede lodigiana di Artfidi, che racconta del drastico calo di pratiche: “Il 2017 è stato un anno difficilissimo per le imprese, i dati parlano chiaro – ha detto -: nel 2011 viaggiavamo sulle 330 pratiche l’anno, nel 2017 abbiamo chiuso a 165. Sono dimezzate in sei anni”.

Il consorzio fidi diretto da Bellocchio chiude comunque con un bilancio in attivo, e con 45 nuovi soci, ma a preoccupare è la situazione del territorio: “Lo si vede guardando il profilo di coloro che si sono rivolti a noi per avere garanzie e sono riusciti ad avere del credito per aprire un’impresa: non si tratta di idee innovative, non si tratta di creare realtà che portano lavoro. Parliamo quasi esclusivamente di giovani sui trent’anni, che hanno lavorato con voucher fino ad oggi, e ora provano, con un importante sostegno della famiglia, ad aprire una propria attività: i maschi si buttano sul bar, le donne sui centri estetici. Sono comunque attività a conduzione familiare, attività che non necessitano di specializzazioni particolari, e che rischiano di avere vita breve”.

La mancanza di una vocazione specifica per le imprese del territorio, secondo il segretario dell’Unione Artigiani Mauro Sangalli, sono un ostacolo importante per una provincia che non ha ancora trovato la propria strada, che non riesce ad approfittare delle opportunità offerte dalla vicinanza con Milano, che di conseguenza diventa soltanto un problema: “Manca un territorio in grado di supportare le idee, manca una politica locale adeguata, mancano le opportunità, e manca anche il credito” sintetizza Sangalli, mentre Bellocchio sottolinea: “Questo è l’unico territorio che non ha avuto nessun intervento per le imprese da parte degli enti pubblici locali. Gli unici strumenti erano il credito rosa e il credito giovani, che permettevano ai giovani e alle donne di chiedere un finanziamento a tasso zero in cui il Comune di faceva carico degli interessi: di queste belle iniziative non è rimasto più nulla”.

L’analisi di Artfidi fornisce qualche indicazione anche sugli istituti di credito: “Le vere banche del territorio sono quelle di credito cooperativo – spiega Bellocchio -. Le tre Bcc del Lodigiano rappresentano da sole il 90% dell’operatività, perché i loro metodi di valutazione sono maggiormente alla portata delle piccole imprese locali: Laudense e Borghetto fanno ciascuna il 39%, la Centropadana l’11 circa, poi viene il Banco Bpm, mentre tutte le altre banche rappresentano le briciole”. Significativo è anche il fatto che i finanziamenti sono mediamente del taglio di 50mila euro, inferiore rispetto alla media lombarda che si aggira sui 70/80mila: “Chiedono soldi per pagare le imposte e restare in piedi, quasi mai per investimenti”. (tratto da IL CITTADINO)

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