Legge di Stabilità senza crescita: aumento IVA e nuova manovra

LEGGE STABILITA 2015Quasi nulle le nuove stime di crescita avanzate da Commissione UE, Bankitalia,
Corte dei Conti e ISTAT sulla Legge di Stabilità: la promozione con riserva
resta, ma anche il monito all’Italia, pericolosamente sul limitare della soglia
consentita deficit/PIL. Il premier Renzi difende la manovra («pretendo il
rispetto che il Paese merita») – a cui risponde il Commissario UE Juncker («non
sono il capo di una banda di burocrati”, se così fosse “il giudizio sul
bilancio italiano sarebbe molto diverso») – ma di fondo sono tutti d’accordo su
un punto: evitare che scatti la clausola di salvaguardia sull’aumento IVA dal
2016. Anche a costo di una nuova manovra correttiva?

Stime UE
Il Ddl prevede interventi per 36 miliardi nel primo anno, 45 mld nel secondo e
poco di più nel terzo. Il primo parere di Bruxelles ha già richiesto una
correzione pari ad altri 4,5 miliardi di tagli – rendendo nei fatti la Legge di
Stabilità meno espansiva – per arrivare a prevedere il ritorno alla crescita
(PIL +0,6% e deficit -2,6%) nel 2017. Tuttavia, la Commissione Europea ha
nuovamente rivisto al ribasso il PIL 2015 (-2,7%) rispetto alle stime del
Governo. Una ripresa fragile, insomma. Ma vediamo anche, una per una, le altre
posizioni.

Corte dei Conti
Secondo la magistratura contabile, la Legge di Stabilità è orientata a
«rilanciare l’offerta favorendo la ripresa della produzione; sostenere la
domanda creando spazi all’aumento del reddito disponibile e alla crescita dell’
occupazione». Per farlo, si concentra su riduzione del cuneo fiscale (51 mld)
attraverso deducibilità del costo lavoro sull’IRAP; decontribuzione per
assunzioni a tempo indeterminato; bonus 80 euro per i dipendenti. Per il
sostegno ad attività produttive (4 mld) e famiglie (2,5 mld) si prevedono
sgravi fiscali, nuovo Regime dei Minimi, rinnovo Bonus Energia e
Ristrutturazioni e introduzione di Bonus Bebè e anticipo TFR.
Debolezze della manovra: il ricorso a clausole di salvaguardia (rispecchiano
la difficoltà di realizzare una vera revisione della spesa pubblica);
prenotazione di gettito futuro ricorso agli introiti anti-evasione (troppo
difficili da quantificare) per finanziare i provvedimenti varati (es.: aumento
accise da qui al 2021 ); rischio di aumento tasse locali per compensare i tagli
(vedi caso IMU-TASI). Conclusione: cruciale monitorare le misure per
assicurarne l’efficacia visto che le coperture hanno margini di incertezza, con
tagli di spesa «sostituiti da clausole di salvaguardia: 16 miliardi nel 2016,
oltre 23 miliardi nel 2017, che si aggiungono ai 3 miliardi di ulteriori tali
di spesa a partire dal 2016».

Stime Bankitalia
Per la Banca d’Italia la manovra si finanzia soprattutto con: aumento dell’
indebitamento netto, misure di contrasto all’evasione, riduzioni nette di
spesa. Dunque, per capirne l’impatto saranno cruciali le modalità con cui
verranno effettuati i risparmi di spesa e, sul fronte coperture, i reali
risultati delle misure anti-evasione stimati in 3,5 mld l’anno, a partire dal
contrasto alle frodi IVA (estensione del reverse charge e introduzione dello
split payment negli acquisti della PA). Occhi puntati sulle misure che dovranno
evitare che scatti la clausola di salvaguardia sull’aumento IVA (aliquote al 12
e 24% nel 2016; 13 e 25% nel 2017; 25,5% per la sola aliquota più elevata nel
2018): dovranno produrre un gettito di 12,1, 18,5 e 20,5 miliardi
rispettivamente nel 2016, 2017 e 2018.

Stime ISTAT
Nel report “Prospettive per l’economia italiana nel 2014-2016″, la crescita
2015 è ridotta allo 0,5% (contro lo 0,6% previsto dal Governo): si ritiene che
la Legge di Stabilità sia destinata ad avere «un effetto nullo sul biennio 2015-
2016». Il problema numero uno è la clausola IVA, che rischia di vanificare
misure espansive come l’aumento in busta paga. Senza contare che lo scenario è
caratterizzato da «elevati livelli di incertezza» sul fronte del commercio
internazionale, della stabilità economico-politica e dell’ efficacia delle
misure previste dalla Legge di Stabilità.

Dinanzi a tutto questo, il ministro dell’Economia Padoan, non demorde: «la
riduzione del rapporto Debito/PIL resta una sfida ineludibile, che possiamo
vincere solo tornando a crescere». Traduzione: l’Italia non sforerà i limiti
europei e le misure espansive (taglio del cuneo fiscale, incentivi all’
occupazione,anticipo TFR…) non si toccano.

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