IL PRESEPE DEGLI ARTIGIANI IN PIAZZA COME SIMBOLO DI PACE E DI SPERANZA

È con una punta di orgoglio che il segretario Mauro Sangalli racconta dell’iniziativa portata avanti dall’Unione Artigiani in vista del Natale. Sulla piazza principale di Lodi, infatti, proprio sul sagrato della Cattedrale, campeggia da alcune settimane il presepe allestito dall’associazione di categoria, con il contributo degli artigiani locali.  “Il presepe è ovviamente un simbolo di fede, è la rappresentazione del Dio che si è fatto carne ed è nato in una capanna, povero tra i poveri, per salvare l’umanità dal peccato – spiega Sangalli -. La fede, però, è qualcosa di intimo che ognuno può provare nel proprio cuore, pertanto non abbiamo deciso di realizzare questo presepe soltanto per il suo valore di fede. Come associazione da tempo volevamo impegnarci in questa iniziativa perché riteniamo che il presepe sia il simbolo del nostro lavoro di artigiani”.Il motto dell’Unione Artigiani, infatti, è “La tradizione al servizio dell’innovazione”, e qual è il miglior modo di raccontare tutto questo se non il presepe? Il presepe infatti racconta un evento che ha cambiato per sempre la storia dell’umanità occidentale, ed è quindi innovazione, ma è anche una tradizione antica, che rimanda alla religiosità, più semplice forse, ma per certi versi anche più sincera, dei nostri padri e dei nostri antenati che hanno popolato queste terre nei secoli. “In un momento in cui la nostra società sta vivendo una profonda crisi economica ma anche di valori – spiega Sangalli -, forse è opportuno tornare a guardare alle nostre tradizioni, e non nasconderle dietro un relativismo che non porta da nessuna parte se non alla negazione di ogni identità, come purtroppo in tanti stanno facendo”.

Inoltre, il presepe è un tutt’uno con l’artigianato, quando non sfocia addirittura nell’arte. Le statuine del presepe sono da sempre capolavori di intaglio o comunque sculture nate dall’ingegno e dall’abilità dei migliori maestri artigiani. Anche il presepe lodigiano, ad esempio, è frutto del lavoro di una manciata di abili soci dell’Unione Artigiani. Anche questo deve far riflettere: non è stata la mano di un artigiano a dar vita alla capanna, a portare la sabbia, a creare le sagome della Sacra Famiglia, ma è stata la collaborazione tra più persone. “L’opera, si può dire, non sarebbe mai stata portata a termine senza l’unione di tanti nostri soci che si sono impegnati per crearla – spiega il presidente Nicola Marini, lanciando anche un messaggio per il prossimo anno -. Sarebbe bello che questa collaborazione potesse essere un esempio anche per il futuro, per ricordare sempre a noi artigiani che, insieme, possiamo creare cose meravigliose e continuare a migliorare la società in cui viviamo, con il nostro lavoro e con il nostro impegno”.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per fornire alcuni servizi. maggiori informazioni

Questo sito abilita l'utilizzo dei cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Se vuoi saperne di più sull’utilizzo dei cookie nel sito e leggere come disabilitarne l’uso, leggi la nostra informativa estesa sull’uso dei cookie.

Chiudi