«Gli artigiani regolari sono rovinati dagli abusivi»


L'Unione Artigiani si scaglia contro l'abusivismo: «Non è solo una questione fiscale, di persone che lavorano senza pagare nulla facendo concorrenza sleale ai lavoratori onesti. È anche una questione di sicurezza, igiene, benessere della persona e dell'ambiente» spiega Mauro Sangalli, segretario dell'associazione, raccogliendo le voci dei rappresentanti di alcune categorie particolarmente colpite, tra cui parrucchieri, estetisti, tassisti e autoriparatori.

Ascoltando le voci di alcuni storici parrucchieri lodigiani, si capisce fino a che punto arrivi la loro disillusione: «In questi anni, nelle istituzioni nessuno ci ha difesi, e siamo stati assediati su più fronti - spiega uno di loro -. Purtroppo ormai ci sono 130 parrucchieri solo in Lodi, la torta è sempre la stessa e non basta per tutti, anche se le scuole continuano a sfornare ragazzi che il mercato non è in grado di assorbire, alimentando il circuito abusivo. Molti si fanno una clientela e poi chiudono il negozio per proseguire a domicilio, qualcosa che per la nostra categoria non è assolutamente permessa».

In particolare, alcuni segnalano parrucchieri abusivi che si promuovono tranquillamente sui social, e persino alcune pubblicità diffuse sui media, che viaggiano al limite della legalità. «Non esiste alcuna licenza che permetta di fare il parrucchiere ambulante o a domicilio - spiega un'estetista lodigiana -: i nostri saloni sono sottoposti a controlli puntuali di tutti i tipi, ci sono delle norme precise, che questi non rispettano».

Da qui il tema della sicurezza e dell'igiene: «Io devo giustamente avere tutti gli strumenti sterilizzati, come un dentista - prosegue la titolare del centro estetico, con vent'anni di esperienza -. È facile mettere un lettino e fare l'estetista a casa, ma che sicurezze ci sono, ad esempio, sugli strumenti? L'epatite è un rischio concreto. Quante volte, ad esempio, vengono da noi persone che hanno ricevuto un trattamento da questi estetisti improvvisati, e trovo micosi sulle unghie o altri problemi».

»Il problema è che poi alcuni clienti vengono da noi a chiedere lo stesso prezzo dell'abusivo, che noi non possiamo permetterci: è una guerra tra poveri, me ne rendo conto, ma noi abbiamo determinati standard, dei costi anche fiscali. Un dipendente mi costa 17 euro l'ora, l'iva di parrucchieri ed estetisti è al 22 per cento, le tasse, i corsi vari, le certificazioni, gli affitti hanno un costo». Per questo vedere persone che lavorano tranquillamente a costo zero lascia l'amaro in bocca agli artigiani: »Si pensi soltanto allo smaltimento dei rifiuti: noi paghiamo e siamo attrezzati per i rifiuti speciali, mentre l'autoriparatore abusivo cambia l'olio e lo versa nel tombino» spiega ancora un artigiano, aggiungendo: «Mi rendo conto che per certe categorie è più facile trovare gli abusivi, mentre parrucchieri ed estetisti abusivi vanno in case private, e i controlli sono più complessi». Ad esempio, sul fronte dei tassisti le forze dell'ordine erano riuscite a cogliere in flagrante alcuni personaggi che davano passaggi a pagamento in città: «La situazione ora è migliorata - spiega un tassista -, ma quello che vogliamo far capire è che non ci si può affidare a certa gente: è una questione di sicurezza. Le nostre auto sono revisionate ogni anno, mentre salire con un abusivo è un rischio: qualunque cosa succeda, l'assicurazione non risponde». Sui tassisti, era stata proprio l'Unione Artigiani a sollecitare i controlli, portando il numero di targa degli abusivi in questura: «Invitiamo gli artigiani di ogni categoria a segnalarci eventuali abusivi senza timore - conclude Sangalli -: provvederemo noi ad inoltrare la segnalazione a chi di dovere». •

(tratto da IL CITTADINO di LODI)


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