Acconciatori ed estetisti: è necessario anticipare la riapertura

 

Il Presidente Conte ha illustrato ieri sera in conferenza stampa le misure per il contenimento dell’emergenza Covid-19 nella cosiddetta “fase due” introdotte con DPCM 26 aprile 2020. CASARTIGIANI, per voce del Presidente Giacomo Basso, esprime grande disappunto per la mancata riapertura, fra le attività appartenenti alla categoria dei servizi alla persona, dei parrucchieri, barbieri ed estetisti. La decisione del Governo di ritardare ulteriormente fino al 1 giugno queste attività appare davvero di difficile comprensione tenuto conto che non meno di altre attività le disposizioni sanitarie sul distanziamento, l’utilizzo dei DPI, e le regole di sanificazione degli ambienti appaiono sufficienti a garantire la necessaria sicurezza per la clientela e i lavoratori. Saremmo stati e siamo disponibili anche a discutere di eventuali regole aggiuntive, se necessarie, per rendere la frequentazione dei locali ancora più sicura. Ma davvero è inaccettabile una penalizzazione così dura di un settore già fortemente provato dalla crisi e colpito da una grande presenza di attività svolta in nero direttamente al domicilio del cliente e al di fuori da ogni controllo. CASARTIGIANI chiede pertanto al Governo di consentire l’immediata apertura di barbieri, parrucchieri ed estetisti e per questo, come fatto per il Protocollo generale sulle misure di contrasto al COVID-19 e quello per l’Edilizia, dichiara la piena disponibilità a dare il proprio contributo, e quello di tutte le strutture territoriali, per la definizione di ulteriori condizioni che fossero ritenute necessarie. li settore, in Italia, conta oltre 130 mila imprese con più di 250 mila addetti. Davvero troppi per non essere debitamente attenzionati dal Governo. Proteste da tutta Italia, a migliaia, stanno pervenendo agli uffici di CASARTIGIANI – direttamente o tramite le nostre associazioni – per manifestare sconcerto e rabbia, per una decisione sbagliata prima ancora che incomprensibile, a cui porre rimedio con un provvedimento logico e giusto. Da questa situazione, oltre che con i giusti controlli, si esce dando fiducia agli italiani, tutti, che hanno dimostrato grande senso di civiltà. Il Presidente del Consiglio che apprezzabilmente si è investito del ruolo di avvocato degli italiani, intervenga personalmente per porre rimedio a questa ingiustizia giuridica e sociale.

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