CASARTIGIANI in audizione alla Commissione Lavoro del Senato


CASARTIGIANI ha partecipato, nell’ambito di Rete imprese Italia, all’ audizione della XI° Commissione del Senato (Lavori pubblici e privati) in merito all’Affare assegnato (n.453) riguardante ricadute occupazionali dell’epidemia da Covid-19, azioni idonee a fronteggiare le situazioni di crisi e necessità di garantire la sicurezza sanitaria nei luoghi di lavoro. Per CASARTIGIANI il problema principale che le imprese si trovano ad affrontare in questo momento di emergenza è di tipo finanziario e la burocrazia rischia di vanificare l’impegno sulla trasmissione di liquidità, sui sussidi e sulla cassa integrazione. In tale contesto è emerso in modo chiaro come il sistema degli ammortizzatori sociali non si è rilevato, in alcuni suoi meccanismi, adeguato a fronteggiare una situazione di emergenza. In questo frangente la rapidità era essenziale e lo strumento della cassa integrazione in deroga, con i sui tempi troppo lunghi nell’erogare le prestazioni al lavoratore, ha mostrato tutti i suoi limiti, portando alla situazione paradossale che molte imprese in crisi di liquidità hanno dovuto anticipare la cassa integrazione ai propri dipendenti. La Confederazione ha voluto evidenziare, al contrario, lo straordinario lavoro svolto da FSBA, il Fondo di Solidarietà Bilaterale dell’Artigianato, che già a partire dai primi giorni di aprile ha proceduto a pagare l’assegno orinario per le sospensioni dal lavoro del mese di marzo, segnale evidente di come la gestione del Fondo ad opera delle parti sociali del comparto abbia garantito efficienza e rapidità. La straordinarietà della crisi però, ha prodotto un numero tale di domande non sostenibile solo con le riserve del Fondo stesso: quindi è necessario un consistente rifinanziamento del Fondo per continuare ad erogare le prestazioni. Infine, univoca, da parte di tutti i rappresentanti delle associazioni imprenditoriali che hanno partecipato all’audizione, è stata la richiesta di un intervento chiarificatore sulla responsabilità del datore di lavoro in caso di contagio da Covid-19 dei dipendenti, che sulla base di una disposizione del DL Cura Italia poi supportata da INAIL, equipara la contrazione del virus all’infortunio sul lavoro. Va sgomberato ogni dubbio sul fatto che in questo caso non può essere attribuita alcuna responsabilità del datore di lavoro che abbia rispettato tutte le disposizioni previste. Si tratterebbe di responsabilità oggettiva, che esula dalla colpa e dal dolo.

8 visualizzazioni