CONVEGNO ONLINE CENTRO CULTURALE SANTA FRANCESCA CABRINI: "UN NUOVO INIZIO"


Era la primavera del 2019 quando Carlo Lobbia, oggi 34enne, ha dato inizio all'azienda agricola San Benedetto a Mulazzano, zona Roncomarzo, per la vendita diretta della produzione ortofrutticola. «Ci siamo inventati le consegne a domicilio ancora prima della pandemia. Oggi sono ancora più consapevole che non si è da soli a fare l'impresa. A marzo 2020 mia moglie insegnava in Dad, avevamo due bambini piccoli: si è inventata anche una modalità per gestire ordini. La clientela solo nel primo mese si è più che triplicata. Ho assunto il primo dipendente. E continua l'attività». Ecco la testimonianza di Lobbia, che ha aggiunto: «Il senso di quello che faccio mi torna in mente tutte le mattine. Ho visto maturare in me la certezza della positività del mio tempo, della vita, del destino». Lobbia è stato uno degli ospiti dell'incontro sul tema del lavoro, venerdì sul canale Youtube del Centro culturale Santa Francesca Cabrini, nel ciclo «Un nuovo inizio». Moderato dal direttore de «Il Cittadino» Lorenzo Rinaldi, si è aperto e concluso con la fisarmonica di Carlo Pastori, un “artigiano dello spettacolo”, che ha portato tra cortili e strade la zampogna per Natale. «La musica è come un profumo e attraversa anche le gabbie. Il primo vero grande ristoro è stato il sorriso della gente dietro le mascherine, la gratitudine di fronte a un tentativo di comunicazione di bellezza», ha affermato. «Ho suonato per una 85enne in una Rsa: al marito che le dedicava “Tu scendi dalle stelle”, attraverso il vetro lei ha detto “Sei stato bravo”». Giusi Ciccanti, ristoratrice della provincia pavese ha riscoperto, nella crisi profonda: «Non puoi recriminare e basta. Ho trovato un'applicazione anti spreco, grazie alla quale i pasti invenduti, possono essere venduti a un quarto del prezzo. Mi sono chiesta: qual è la mia attività sociale? In un oceano di persone che hanno bisogno, tu sei dentro e partecipi con tutto quello che puoi». Mauro Sangalli, segretario generale dell'Unione Artigiani Lodi, ha affermato: «Ci vuole anche un vaccino al Paese come sistema. Ci sono richieste da 20 anni: la riforma fiscale, della giustizia, della burocrazia. Il lavoro riprende se liberiamo le nostre forze, se creiamo sinergia. Diventa cruciale il 2021 per rilanciare le imprese, creare lavoro e salvaguardare famiglie»

Infine Francesco Monteverdi, presidente Assolombarda Lodi. «La più grande emergenza nella nostra zona è il lavoro, in particolare per i giovani. Quali strumenti legislativi lo favoriscono? Sono inefficaci, illusori. Il rapporto lavoro - scuola non produce se non in rari casi esperienze positive. Non si parla più del lavoro come valore, anche per l'imprenditore che opera per generare benessere per sé, gli altri, il territorio». Tutor di un giovane, Monteverdi dice: «Insegnare il lavoro oggi è il più grande impegno nei confronti degli altri. C'è ancora speranza? Certo, perché c'è ancora gente che rende più bella la vita e il mondo migliore».Ha concluso Rinaldi: «Bisogna scommettere sui ragazzi, se ci sarà la ripresa passerà per forza dalle nuove generazioni». •  (tratto da IL CITTADINO)

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