Coronavirus, nel Lodigiano la vera crisi colpisce le aziende in rosa


Più che dimezzate le nuove iscrizioni di società al femminile nel 2° trimestre. Lo certifica uno studio della Camera di Commercio. Pesa la gestione familiare

Lodi, 1 agosto 2020 -

 A soffrire di più la crisi del coronavirus sono le imprese al femminile attive in provincia di Lodi. Lo studio di Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi ha evidenziato che le nuove iscrizioni di aziende con a guida una donna, nel secondo trimestre 2020, sono più che dimezzate rispetto al 2019 (-53,2%) e raggiungono il -33,6% rispetto al semestre. Non c’è dubbio quindi che la pandemia abbia pesato maggiormente sulle spalle delle donne, che spesso sono state richiamate ai compiti di gestione familiare ancora poco equamente ripartiti con l’universo maschile. Un altro dato interessante, sempre per il Lodigiano, è il crollo delle iscrizioni per le imprese straniere con -60,7% tra aprile e giugno, e -44,9% da inizio anno.

Anche le imprese under 35 registrano il calo del 50% in tre mesi e -44,6% in sei mesi. Critica la situazione per le realtà artigiane: a Lodi i numeri passano da 14.509 del dicembre 2019 a 14.387 imprese attive a fine giugno. Nel territorio otto artigiani su dieci hanno utilizzato gli ammortizzatori sociali per riuscire a sopravvivere ai mesi del lockdown. L’impatto del covid è ancora più evidente sui dati delle nuove imprese iscritte e di quelle cessate. Nel Lodigiano sono state 148 le iscrizioni da aprile a giugno (387 nei primi sei mesi dell’anno). Si tratta del -48,1% rispetto al secondo trimestre 2019. Anche in questo caso maggiore sofferenza nel settore turismo con -66,7% rispetto allo scorso periodo. Le cancellazioni non d’ufficio in tre mesi sono state 138 (-29,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno), 513 da inizio anno. "Una situazione che già prima del covid per la provincia era difficile - dice il segretario generale dell’Unione artigiani di Lodi, Mauro Sangalli -. Gli artigiani lodigiani stanno resistendo, nonostante tutte le difficoltà. Si lavora su commesse arrivate prima dell’emergenza, ma determinante sarà l’autunno. Due i fattori che peseranno: un ritorno del virus, che rischia di bloccare ancora la produzione, e le misure che verranno prese dal governo. Gli artigiani chiedono di avere più possibilità di accesso al credito e serve abbassare le tasse".

In difficoltà l’industria lodigiana. Le realtà del manifatturiero della provincia hanno registrato con i mesi di lockdown un calo della produzione che arretra rispetto all’anno precedente (-7%). Segnali confermati dalla dinamica del fatturato, con una contrazione di -5,6% in un anno. È il mercato interno ad aver registrato la contrazione maggiore (-11,4% rispetto a un anno fa) rispetto alle commesse acquisite nel mercato estero (-3% in un anno).

(tratto da IL GIORNO)

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