"Draghi metta da parte le divisioni e si concentri sulla nostra economia"


GLI AUGURI DELL'UNIONE ARTIGIANI

Come Unione Artigiani e Imprese Lodi, non possiamo che unirci agli auguri di buon lavoro per il presidente del Consiglio Mario Draghi. Approfittiamo però di questo momento per fare il bilancio su un periodo delicato per la nostra categoria e per il Paese, e per evidenziare alcune problematiche che crediamo debbano essere messe in agenda quanto prima per assicurare la ripresa a una nazione che ha affrontato e sta affrontando una drammatica emergenza sanitaria, che sta vivendo una gravissima emergenza economica, e rischia di sprofondare in una emergenza sociale. Cerchiamo quindi, in questo caso, di non parlare soltanto per quelli che sono gli interessi di parte, gli interessi di categoria, ma di guardare al bene di tutti partendo dal nostro punto di osservazione, di artigiani e piccoli imprenditori che si sono trovati a fare i conti con chiusure improvvise e prolungate, con dipendenti e collaboratori in difficoltà per i ritardi nella cassa integrazione, con ristori inadeguati, e senza un minimo di certezze per il futuro. In questo scenario, credo che un grazie a tutti gli artigiani sia doveroso, perché hanno dato una dimostrazione straordinaria di resistenza, facendo ogni giorno del loro meglio in condizioni insostenibili, rispettando sempre tutte le regole (con gli investimenti e i costi che ne sono derivati), cercando sempre di tenere salda la speranza nel futuro. Non è stato facile ascoltare il racconto di imprenditori costretti a chiudere l'azienda che era stata tramandata da generazioni, oppure costretti a vendere il proprio patrimonio per pagare i debiti accumulati in questa situazione impensabile. La nostra speranza è che il nuovo presidente abbia l'autorevolezza per mettere da parte le divisioni e concentrarsi su una politica economica che guardi con realismo alla situazione del Paese, e che quindi non trascuri l'ecatombe delle piccole e piccolissime imprese che hanno rappresentato la ricchezza italiana, che rappresentano ancora oggi più del 90 per cento del sistema produttivo, come il presidente Draghi sa bene. Il presidente, vista la sua esperienza, conosce il sistema economico italiano, e ha i fondi sufficienti per intervenire in modo adeguato, ma il rischio è che la solita vecchia diatriba politica e la ricerca del consenso delle diverse anime del Governo dirottino queste risorse in spesa improduttiva e iniziative di propaganda. La nostra richiesta è invece quella di abbinare misure emergenziali a investimenti strutturali che comprendano una riduzione della pressione fiscale per ridurre il costo del lavoro e favorire nuove assunzioni nel privato, una riforma della Pubblica amministrazione nel senso della tanto auspicata semplificazione burocratica, la creazione di infrastrutture adeguate a un Paese moderno e sviluppato. Ma un Paese che guarda al futuro non può esimersi dal pensare ai giovani, e quindi a un'istruzione adeguata, che non metta in secondo piano le competenze tecniche e professionali, e che sia affine alle necessità di un mondo in continua evoluzione. Questi sono, secondo noi, i cardini di una vera “rinascita” della nostra Italia, e li affermiamo come rappresentanti di categoria di uno dei territori più colpiti dalla prima fase dell'epidemia. Nicola Marini Presidente Unione Artigiani e Imprese Lodi (tratto dalla rubrica Lettere e Opinioni del IL CITTADINO)

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