Avviata la Fase 2 per quasi 1 milione di imprese artigiane


E’ iniziata, in tutta Italia, la fase due di riapertura di numerose attività produttive, del commercio all’ ingrosso, del manifatturiero, delle costruzioni.

Si tratta di un primo passo verso la necessaria “normalizzazione” del Paese che deve avvenire con la massima attenzione alle regole di sicurezza, ribadite da ultimo con il DPCM del 26 aprile scorso e con il Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro.

Tuttavia alcuni importanti settori sono rimasti esclusi dalla fase due perché ritenuti troppo rischiosi. Parliamo degli acconciatori – parrucchieri e barbieri – e degli estetisti che per primi si sono sacrificati con grande senso di responsabilità e spirito di servizio e che ora rischiano davvero di non ritrovare più le forze per ripartire.

Come già evidenziato da CASARTIGIANI al Governo – la data del 1 giugno per ripartire appare infatti davvero troppo distante e le argomentazioni per sostenere le ragioni della chiusura ad oltranza non giustificabili, almeno non in maniera così netta e radicale.

Per tali ragioni la Confederazione ha lavorato in queste ore ad un documento contenente alcune possibili linee guida – sviluppate tenendo in considerazione lo svolgimento professionale delle attività di parrucchiere, barbiere ed estetista – per favorire l’adozione di apposite misure di autoregolamentazione in grado di aumentare ulteriormente ed in modo concreto il livello di sicurezza del settore.

L’auspicio è ovviamente quello di dare un contributo alle diverse interlocuzioni in atto sul territorio con le Regioni e sui tavoli del Governo per sostenere un ripensamento e dimostrare che è possibile riaprire anticipando la data ipotizzata del primo giugno.

C’è anche la questione dell’abusivismo, particolarmente presente nel settore, che continua a sottrarre risorse ai nostri imprenditori, oltre ad essere un possibile veicolo di contagio fuori da ogni controllo e sanzioni.

Il documento è stato inoltrato a tutte le associazioni e soprattutto alle Federazioni Regionali CASARTIGIANI, nell’auspicio che la così esaustiva regolamentazione induca a valutare bene la necessità di un così ancora prolungato tempo di chiusura. Naturalmente, nel primario auspicio che l’epidemia regredisca, quello che è determinante per il bene di tutti è che ripartano le attività produttive.

Molto apprezzato è il lavoro di tutti gli esponenti di CASARTIGIANI, sul territorio, per dare voce a questo lamento dignitoso e giusto della nostra categoria.

Capitolo a parte, ma ci torneremo, è quanto si sta facendo per liquidità, sussidi e cassa integrazione e quant’altro

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