Il “mondo” artigiano vuole ripartire: da Artfidi opportunità per le imprese


Per aiutare gli imprenditori a districarsi tra le possibilità offerte dai decreti emanati a seguito del coronavirus, l'Unione Artigiani ha organizzato una videoconferenza insieme a Luca Bandini, responsabile lodigiano di Artfidi, un confidi che conta oltre 26 mila imprese associate. Dopo una introduzione sul decreto “Cura Italia” del 17 marzo, con la possibilità di sospensione dei finanziamenti e linee di credito a breve termine fino al 30 settembre, Bandini si è soffermato più in particolare sul decreto “Liquidità”, e in particolare sull'articolo 13. Si tratta delle richieste dei famosi 25 mila euro che, per la maggioranza dei casi, non sono ancora stati erogati dalle banche: «Il legislatore ha agito forse in modo un po' semplicistico, senza considerare che le banche hanno degli obblighi di vigilanza da parte di Banca d'Italia, sono vincolate, e questo allunga i tempi. Tuttavia, se avessero usato lo strumento Confidi avremmo aiutato a decongestionare il flusso delle domande e sveltire i tempi». Tra le opportunità per le imprese, quella offerta da Unioncamere Lombardia: «Ha messo a disposizione un contributo di 11 milioni di euro: le aziende che richiedono un finanziamento mediante una domanda di contributo presentata tramite Confidi possono ottenere fino a 5000 euro a fondo perduto e fino a mille euro per le spese di garanzia confidi».

«Anche sul tema del credito, la burocrazia fa più paura del Covid - ha commentato il segretario generale di Unione Artigiani Mauro Sangalli -. La nostra speranza è che anche il nuovo decreto in fase di pubblicazione non abbia bisogno di giorni, circolari e chiarimenti per essere interpretato, ma che sia immediatamente comprensibile». •

 Federico Gaudenzi

(tratto da IL CITTADINO)

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