Il taglio dei capelli si, l'estetista no!


LA TESTIMONIANZA SANGALLI: «IN QUESTO MODO SI RISCHIA DI INCENTIVARE L'ABUSIVISMO»

«Il taglio dei capelli è consentito l'attività dell'estetista invece no»

Io sono contento che i parrucchieri possano lavorare, non voglio essere frainteso. Ma la domanda ronza in testa comunque: perché il taglio di capelli è considerato essenziale e una pedicure curativa no? Un servizio che permette peraltro a qualche anziano di camminare correttamente e senza dolori? Faccio fatica a comprendere». Vincenzo Giuffrida ha aperto nel 2017 il centro estetico Aurora, in via Ugo La Malfa a Lodi. Dopo aver annullato tutti gli appuntamenti previsti per ieri - «le norme dovevano entrare in vigore oggi e ho avvisato le clienti e lasciato a casa le dipendenti» - , in serata ha ripreso l'agenda, richiamato tutti e annunciato che avevano tempo ancora fino alle 21 di ieri sera per gli ultimi servizi prima di una serrata che non riescono a capire. «Il nostro settore è sottoposto a normative igieniche e controlli e siamo tra i luoghi più sicuri oggi: lo eravamo già prima, perché l'attenzione è sempre altissima qui, per molti servizi abbiamo sempre usato la mascherina, ancora prima del virus. Le nostre cabine hanno ampi spazi, tutti gli strumenti sono sterilizzati in autoclave ed escono imbustati in modo ermetico con tanto di bollino di garanzia che attesta il completamento del ciclo e viene riportato anche nella scheda della cliente. Perché sia possibile ricostruire ogni passaggio e certificarlo. Quasi fossimo in una sala operatoria. Ecco, faccio fatica a capire il perché di questa scelta». Che fa malissimo ai conti delle imprese e rischia di incentivare, tra molti rischi, anche di diffusione del contagio, l'abusivismo. «Dopo la chiusura di primavera, ci siamo adeguati a tutti i protocolli emessi, abbiamo anche inserito precauzioni in più non richieste, ma non è servito - spiega ancora Giuffrida - : quante attività potranno resistere ad un altro periodo di chiusura? Quante potranno saldare, a novembre, le scadenze per le imposte? E quanti ricorreranno all'abusivismo, a chi senza precauzioni e senza utilizzare prodotti certificati gira casa per casa per fare il nostro lavoro? Mettendo in atto una concorrenza sleale e anche, in un periodo così, il rischio contagio?». L'amarezza è diffusa, come testimonia anche Mauro Sangalli, segretario dell'Unione Artigiani e Imprese di Lodi e provincia. «Siamo sconcertati da questa decisione, anche perché nelle prime bozze era inserita l'apertura anche dei centri estetici oltre che dei parrucchieri. Anche perché i centri estetici sono state le attività dove si è messa in atto una maggiore attenzione per la riapertura e oggi sono diventati quasi ambulatori medici per sanificazione e altro, con investimenti anche di un certo tipo. Questa chiusura è una mazzata e rischia di incentivare l'abusivismo, con concorrenza sleale e rischio contagio». • (tratto da IL CITTADINO)

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