Pubblichiamo l'intervista fatta al Presidente Nicola Marini apparsa su Il Cittadino del 29 dicem


A pochi giorni dalla fine dell'anno, un'intervista al presidente dell'Unione Artigiani, Nicola Marini, per fare il punto sul 2018 e cercare di capire quali sono le opportunità per il futuro dell'artigianato e delle imprese del territorio nel prossimo anno.

Innanzitutto, presidente, possiamo finalmente archiviare con un segno positivo l'anno che si chiude?

Gli indicatori fino al primo semestre erano positivi, poi dal terzo trimestre abbiamo avuto un brusco rallentamento che potrebbe proseguire anche per il 2019, e quindi la situazione rimane ancora molto difficile. La ripresa economica purtroppo è ancora traballante, viaggia su cifre ancora vicine allo zero, ma la cosa più preoccupante, in questo contesto di persistente instabilità, è che ormai la fiducia degli artigiani e degli imprenditori è ai minimi termini.

In questo scenario, quali sono i punti di forza che continua a mantenere il Lodigiano rispetto ad altri territori?

Sicuramente, un punto di forza è la competenza di realtà imprenditoriali piccole e piccolissime che, nonostante tutte le difficoltà, sono riuscite a sopravvivere, e in qualche caso anche a crescere, sul terreno decisamente ostile che li ha accolti nell'ultimo decennio. Ma c'è anche altro: ad esempio, le nostre imprese possono contare su un sistema di comunicazione infrastrutturale che, dalla A1 alla Teem, e con la ferrovia, ci vede in contatto diretto con il mondo, e in primis con la città metropolitana. Milano che sta vivendo un nuovo rinascimento , dal punto di vista delle imprese, dell'innovazione e dell'occupazione. La speranza è che, proprio per la vicinanza e la continuità territoriale il nostro territorio possa accrescere le proprie potenzialità innestandosi in questo circolo virtuoso.

Come possiamo inserirci in questo fiume di opportunità offerto dalla città metropolitana?

Le nostre imprese, a mio parere, possono portare un valore aggiunto in termini di attenzione per il cliente e di qualità, proprio perchè abituate a vivere in un territorio piccolo in cui ogni cliente deve essere coccolato e garantito, in cui la qualità è l'unica via per sopravvivere, e le imprese rimaste in vita dopo questa emorragia decennale sono realtà molto preparate. Per fare tutto questo, però, è necessario che il nostro territorio prenda consapevolezza di tutte queste potenzialità, e riesca a creare una cabina di regia che traghetti più lontano il Lodigiano.

Fare rete tra imprese, istituzioni, associazioni può essere quindi una strada verso la crescita?