Ipotesi chiusura per i parrucchieri


LA PROTESTA L'UNIONE ARTIGIANI CONTRO LE ANTICIPAZIONI DEL NUOVO DPCM SULL'INTRODUZIONE DELLA “ZONA ROSSA”

Le anticipazioni del nuovo Dpcm spaventano gli artigiani: la categoria dei parrucchieri, infatti, teme una nuova chiusura nel caso che i parametri obblighino all'introduzione della “zona rossa”. «Una recente sentenza del Tar del Lazio ha dato ragione alle estetiste - spiega in un comunicato l'Unione Artigiani -, decretando che avrebbero potuto e dovuto tenere aperto come i parrucchieri; ma a quanto pare, la nuova versione del Dpcm ha risolto il problema chiudendo anche questi ultimi». Secondo l'Unione Artigiani, è impensabile che, a un anno dall'identificazione del virus a Codogno, ancora si valuti come unica soluzione quella emergenziale e drastica delle chiusure, mentre si dovrebbe lavorare sulla convivenza con la pandemia, magari potenziando i controlli perché tutte le precauzioni vengano rispettate. Non è mancato un riferimento agli assembramenti mostrati dai telegiornali nei giorni scorsi, con centinaia di persone in festa a Milano, mentre centinaia di imprese rischiano di chiudere soltanto nel Lodigiano, tra parrucchieri, estetisti, ristoratori, imprese legate al mondo dello spettacolo e della cultura. «Nel caso specifico dei parrucchieri e degli estetisti, non ci si rende conto che il danno potrebbe essere addirittura peggiore del beneficio - prosegue l'Unione Artigiani -: chiudendo le attività, infatti, si favorisce la crescita di tutti quegli operatori illegali che continueranno a fornire gli stessi servizi in modo abusivo».

Da sempre l'associazione di categoria si scaglia contro gli abusivi per due motivi: tasse e igiene. Già la questione fiscale, secondo l'Unione, dovrebbe essere sufficiente per agire in modo drastico contro gli abusivi, «vista la caccia all'evasione che è stata promessa e che dovrebbe essere attuata attraverso provvedimenti di dubbia efficacia come la lotteria dello scontrino». Ma l'igiene e la salute inducono, soprattutto in questo periodo, a prestare particolare attenzione a queste realtà illegali, che non garantiscono alcun presidio di sicurezza: «La domanda sorge naturale - scrivono gli artigiani -: con la perdurante gravità della situazione pandemica, possiamo permetterci di chiudere tanti imprenditori onesti e seri, che hanno investito un capitale per garantire il rispetto delle norme, e agevolare chi invece non si fa il minimo scrupolo?».

Nel chiedere al Governo di rivalutare le misure restrittive di cui si sta parlando, l'Unione Artigiani guidata dal presidente Nicola Marini e dal segretario Mauro Sangalli ne ha approfittato per chiedere a tutti di scongiurare l'istituzione di una “zona rossa” impegnandosi per rispettare tutte le norme anticontagio, “per il bene di tutti”. (tratto da IL CITTADINO)

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