L'APPELLO PER LA RIPARTENZA


Gentile direttore Rinaldi, come Unione Artigiani le chiediamo lo spazio di alcune righe per poter fare chiarezza sulla posizione delle piccole imprese che a noi fanno riferimento in merito alle riaperture. Bisogna premettere che, come dimostrano le cronache quotidiane, i nostri imprenditori del Lodigiano sono stati molto attenti al rispetto delle regole: abbiamo investito molto per dotarci di tutto il necessario a minimizzare il contagio, siamo stati ligi alle norme sul distanziamento, non abbiamo prestato il fianco a strumentalizzazioni politiche che mettessero a rischio la salute dei cittadini. Per questo credo che possa essere credibile la nostra richiesta: vogliamo staccarci da questa disputa ridicola che, da mesi, vede contrapposti lo schieramento della riapertura indiscriminata a quello delle chiusure a oltranza. Da una parte, non si può infatti non considerare che, ancora oggi, centinaia di persone ogni giorno muoiono per colpa di un virus che soltanto ora, forse, iniziamo davvero a conoscere. Dall'altra, tutti noi artigiani e piccoli imprenditori dobbiamo fare i conti con l'assenza di uno stipendio garantito, con le difficoltà economiche, i ristori insufficienti, la paura di vedere il fallimento di un'impresa su cui abbiamo investito tutto quello che abbiamo, un'impresa che spesso è il frutto di una storia vecchia di generazioni. Pertanto, siamo convinti che sia necessario valutare la situazione nel suo complesso, senza pregiudizi, ma dimostrando il coraggio e mettendo in campo le competenze necessarie a stilare una “road map” della ripartenza. Questa, infatti, rappresenta l'ultima occasione per proiettare il nostro Paese in una dimensione europea e mondiale, che lo veda in grado di rimanere al passo con i tempi e quindi uscire da quella inerzia che lo contraddistingue ormai da troppo tempo. Per riuscirci, è necessario uscire dalla dinamica dello scontro politico, e cercare ad esempio di investire in modo puntuale, efficace e serio i fondi europei legati al Next Generation EU. Le priorità di oggi della politica economica dell'Italia non cambiano rispetto a quelle del passato, anzi diventano impellenti, come accrescere gli investimenti privati e pubblici, aumentare la spesa in ricerca e sviluppo, sospendere il Codice degli Appalti a favore dell'applicazione della normativa europea, migliorare la qualità dell'istruzione, occorrono quindi concrete azioni di semplificazione e digitalizzazione nella PA e ridisegnare gli strumenti fiscali e di welfare. Questi sono solo alcuni degli elementi sui quali, a nostro parere, deve fondarsi una ripartenza che sia strutturata e credibile, e che possa innescare un miglioramento della situazione anche sul nostro territorio. Di fronte a questa situazione complessa, il Paese è chiamato a una sfida decisiva ma non rinviabile, nella quale può contare sul contributo prezioso del mondo associativo della rappresentanza, strumento fondamentale per conseguire il bene comune. Nicola Marini Presidente Unione Artigiani e Imprese Lodi (lettera pubblicata all'interno della rubrica "LETTERE E OPINIONI" de IL CITTADINO di Lodi)


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