L'Unione artigiani accende le luci sulle disparita'


L'Unione artigiani illumina la propria sede di rosa per l'8 marzo, per accendere simbolicamente i riflettori sulla discriminazione silenziosa che coinvolge le donne. «Come associazione di categoria che rappresenta l'artigianato e le piccole imprese siamo chiamati, prima di tutto, a guardare all'imprenditoria femminile, e in generale all'accesso al lavoro delle donne», spiegano, proponendo una triplice riflessione. Innanzitutto, l'effetto della crisi dovuta al Covid, che ha fatto crescere la disoccupazione penalizzando soprattutto le donne, la stragrande maggioranza di coloro che hanno perso il lavoro. Quindi l'imprenditoria femminile, che rappresenta ancora una minoranza (nel Lodigiano le imprese “rosa” sono 2.800 su 14.385, mentre guardando a Lodi sono 783 su 3.458). Infine, la retribuzione: nel settore pubblico le donne guadagnano in media il 4,1 per cento in meno dei colleghi maschi, mentre nel privato il gap arriva al 20 per cento. «Lavoro non significa solo autonomia economica - spiegano -, ma valorizzazione dei propri talenti, significa portare un contributo di ingegno, abilità, competenza nella società in cui viviamo. Non bastano provvedimenti di facciata o slogan di propaganda, non sono sufficienti le pubblicità progresso o le quote rosa, ma servono iniziative concrete». •  (tratto da IL CITTADINO)


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