L'UNIONE ARTIGIANI INCONTRA IL VESCOVO MAURIZIO ALLA VIGILIA DELLA FESTA DI SAN BASSIANO

Aggiornamento: 20 gen



Tradizionale incontro in Episcopio fra una delegazione dell'Unione Artigiani e Imprese di Lodi e il vescovo Maurizio. «La vostra visita avviene per tradizione ma anche per amichevole convinzione nell'imminenza della festa patronale di San Bassiano - ha sottolineato monsignor Malvestiti -. Sono il suo successore. È una fortuna e una responsabilità questa che - se i lodigiani non continuassero ad accogliermi in modo ammirevole - sarebbe troppo gravosa. Il nostro primo vescovo fu un artigiano formidabile: con l'arte del pastore, che è quella di dare la vita, ci ha accompagnato nella sua esistenza terrena e nei secoli con la sua intercessione potente presso il Signore». «Quest'anno siete venuti a visitarmi nella memoria di Sant'Antonio abate, grande patrono del lavoro legato alla terra - ha continuato il vescovo -. Un mistico che tutti andavano a cercare perché sentivano che Dio era con lui. Era l'immagine del celeste Agricoltore e Costruttore. Il pane rappresenta tutto (sostentamento, salute, lavoro e dignità): per salvaguardare questi beni sono necessarie le relazioni familiari e sociali. E proprio qui se non c'è Colui che tira i fili dei cuori e costruisce l'intesa e la coesione si rischia di lavorare invano».

Monsignor Malvestiti ha ricordato la celebrazione del XIV Sinodo diocesano che è «un evento ecclesiale ma desidera parlare alla società lodigiana per interagire affinché la terra, le persone e le cose diventino una buona notizia». Il vescovo ha esortato gli artigiani a non dimenticare che «“non di solo pane” si vive e perciò non escludete Dio dalla vita perché Lui tesse le relazioni e rende sicure l'intesa e la coesione e con esse la solidarietà grazie al lavoro come via di umanizzazione e non di conflittualità e contrapposizione». La delegazione dell'Unione Artigiani e Imprese guidata dal Segretario generale Mauro Sangalli ha regalato al vescovo Maurizio una scultura in ceramica Vecchia Lodi, l'“Abbraccio”, e ha ringraziato il pastore della diocesi, che in questa fase difficile dell'emergenza pandemica «ci è stato vicino dal primo minuto con la preghiera e con messaggi di incoraggiamento e di speranza». Sangalli ha concluso accennando alla speranza che «la pandemia, che ha messo a nudo i nostri limiti umani, abbia innescato un germe di cambiamento nella società liquida ed individualista di oggi, per farci riscoprire il concetto di comunità e camminare insieme nell'ottica di bene comune, che è anche, credo, il concetto che sta alla base del percorso sinodale della Chiesa di Lodi». • (tratto da IL CITTADINO)