"Le conseguenze della guerra colpiscono tante piccole imprese"


ALLARME DEGLI ARTIGIANI.

Gentile direttore,

L'Unione Artigiani è un'associazione fatta di piccoli imprenditori impegnati in tanti settori, tra mille difficoltà e opportunità. Sono convinto che ci sia una cosa che ci unisce, e che si caratterizza come il fondamento del nostro essere “unione”: vogliamo mettere sempre al primo posto la persona, e quei valori di umanità che devono venire prima di qualsiasi ragionamento economico o di potere. Per questo, davanti all'assurdità della guerra che sconvolge l'Europa orientale e il mondo, vogliamo ribadire il pensiero per le popolazioni civili, prime vittime della violenza: assistiamo ogni giorno all'esodo dei profughi, alla strage di uomini, donne e bambini uccisi da una guerra senza senso. In questa tragedia, abbiamo cercato di fare la nostra piccola parte, con la generosità che fa parte del nostro carattere, e la concretezza che fa parte del nostro modo di affrontare le cose. Abbiamo fatto il possibile e posso dire, a nome di tutta l'associazione e di tutti i soci, che continueremo a impegnarci per aiutare i più deboli.

Fatta questa premessa, sono spinto a una riflessione più ampia, sulle conseguenze della guerra: come ci insegnavano i nostri nonni, che la guerra l'hanno vissuta, in un conflitto non vince mai nessuno, ma perdono tutti. Stiamo assistendo, ad esempio, al deteriorarsi improvviso dell'economia, che stava vivendo una timida ripartenza dopo la pandemia. Non vogliamo fare un discorso egoistico legato al destino delle nostre imprese, ma ragionare sul fatto che questa situazione rende tutti noi più poveri, e mette in difficoltà le persone che anche qui, in Italia, a Lodi, vivono in condizioni difficili, non hanno lavoro o hanno una pensione che è diventata drammaticamente insufficiente per pagare, ad esempio, i rincari di gas ed elettricità. Questo, per le imprese, è aggravato dalle (doverose) sanzioni imposte alla Russia: è un sacrificio che tutti noi, imprenditori e non solo, stiamo facendo nella speranza che sia utile e che porti a una risoluzione rapida, definitiva del conflitto.

Teniamo duro. Le difficoltà maggiori le hanno le aziende che guardavano al mercato russo e ucraino, ma tutti stanno soffrendo l'inflazione, i costi delle materie prime e l'insicurezza generale che pesa sugli investimenti.

Vorrei chiudere con due riflessioni. Innanzitutto, sulla questione energetica: non possiamo pensare, nel 21esimo secolo, di essere ancora in balia della fragilità geopolitica per quanto riguarda un bene essenziale. Diversificare è l'imperativo per qualunque impresa, non posso pensare che l'Italia non segua lo stesso principio. Diversificare le fonti e puntare sulla transizione ecologica che non può limitarsi al bonus per le biciclette, ma deve portare a un progetto strutturato e in tempi ragionevoli, per realizzare il sogno di tutti gli imprenditori: energia pulita a un prezzo accessibile.

Infine, approfitto dello spazio che mi concede per fare un appello alla solidarietà: tanti nostri soci e concittadini hanno aperto le porte delle loro case, hanno aperto il loro portafogli e, nel silenzio, hanno contribuito a creare una catena di solidarietà che, secondo noi, dovrebbe essere un motivo di orgoglio per il Lodigiano. Il nostro appello è quello di continuare su questa strada, anche quando l'emergenza uscirà dalle prime pagine dei giornali.

Nicola Marini

Presidente Unione Artigiani e Imprese Lodi

Post correlati