MATERIE PRIME: L'ALLARME DEGLI ARTIGIANI LETTERA AL CITTADINO DI LODI


Non dico niente di nuovo quando affermo che la ripresa, che pure stiamo osservando nei dati economici nazionali, è frenata dal problema del rincaro dei prezzi di prodotti siderurgici, materiali isolanti, plastiche, legno e altri materiali fondamentali per l'edilizia. Rincari eccezionali che vengono motivati con lo stop alle filiere produttive durante la pandemia, ma che spesso sono ingiustificati, e che ci stanno mettendo in grandissima difficoltà.

La mia impresa, in particolare, è attiva nel settore edile, e sto assistendo a difficoltà enormi nella possibilità di gestire la mole di lavoro che ci è richiesta, anche in virtù delle opportunità offerte sul fronte della riqualificazione energetica.

Il bonus del 110 per cento ha fatto esplodere la richiesta, ma nel frattempo mancano proprio le materie prime: mancano i ponteggi, gli isolanti, mancano i materiali, e le grandi imprese del settore hanno fatto incetta dei fondi di magazzino, mettendo in crisi le piccole imprese artigiane che si trovano impossibilitate a lavorare per la rottura di questo equilibrio precario.

Per i contratti già in essere, inoltre, difficilmente potremo rispettare le condizioni pattuite. Pensiamo al settore degli appalti pubblici: la normativa non prevede un meccanismo di revisione dei prezzi adeguato. Ma anche nel privato, il cliente non accetta facilmente di rivedere il prezzo, anche se la legge lo obbligherebbe qualora l'aumento dei costi superi il 10 per cento sul totale dell'opera. I clienti non possono permettersi di andare oltre il prezzo pattuito, e quindi le imprese edili finiscono per rimetterci pur di non perdere il cliente e di mantenere l'impegno dato. Non siamo più in grado di fare un preventivo, perché non sappiamo all'atto di iniziare i lavori se troveremo il necessario per portarlo a termine, e a che prezzi.

Come Unione Artigiani, stiamo lavorando giorno dopo giorno per portare avanti le istanze delle imprese, per tentare di arginare un problema che rischia di diventare insostenibile.

ALLEGATO QUI

Stefano Brocchieri

Presidente Categoria Edili

Unione Artigiani e Imprese Lodi