Messaggio del Presidente Giacomo Basso alla 73° Assemblea dell’Unione Artigiani Imprese Lodi


Desidero inviare un affettuoso messaggio di saluto e di augurio a tutti voi partecipanti alla 73° Assemblea dell’Unione Artigiani Imprese Lodi con l’intento, sincero e motivato, di stringere calorosamente la mano a ognuno di voi, per il contributo dato alla crescita e alla affermazione dell’Artigianato e dell’Imprenditoria tutta.

Se l’artigianato e l’impresa sono riusciti a sopravvivere, soprattutto in questi ultimi dieci anni, in questa gravissima crisi, gran parte del merito è attribuibile a questi straordinari presidi di intrapresa, di lavoro, di empatica solidarietà, di competenza e di dedizione di cui l’Unione è il più alto orgoglio e vanto di efficienza e qualità.

Non a caso l’Unione è nata nel ’45 e quindi nel periodo della ripartenza, della ricostruzione e della riorganizzazione imprenditoriale e già allora si caratterizzò per questo suo ruolo di punto di riferimento, di servizio e di rappresentanza, di democrazia e di ideazione.

L’adesione di CASARTIGIANI, nel ’58, ha sancito una scelta di fedeltà di autonomia e di valori intrinseci alla storia e alla più alta e nobile espressione dell’Artigianato italiano.

Tanti sono i dirigenti che si sono avvicendat,i in questo straordinariamente positivo passaggio di testimone, tanti di questi ho avuto la fortuna di conoscere e da tutti abbiamo avuto modo di ricevere insegnamento. Dal “mitico” Pierino Gorla, all’indimenticabile Ariano Magli, fino al valoroso Nicola Marini che abbraccio e ringrazio per la considerazione. Tanti altri dirigenti, mi permetto di dire grandi amici, persone degne di onore, ricordo con piacere e a volte con commozione quando penso alla storia dell’Unione, come il mio amico Giannantonio Negri, il Presidente Carelli, Achille Vitali e tanti altri, cui va un saluto caro e riconoscente che si elevi per alcuni di loro sino al Paradiso degli Artigiani.

È indubitabile che se adesso, finalmente, la considerazione e il rispetto verso il nostro mondo è maggiore, lo dobbiamo alla presenza di questi enclave di fedeltà e di missione, che hanno osservato un ruolo difficile di cuscinetto, quando la pressione verso la categoria era veramente insopportabile e difficile da governare. Adesso, è necessario riuscire ad uscire da questa interminabile crisi e rilanciare il Paese, con scelte azzeccate e opportune, tenendo definitivamente in considerazione che senza Artigiani e Piccoli Imprenditori l’Italia non è, mentre con l’Artigianato e la Piccola Impresa l’Italia è, con la sua operosità, che a Lodi, esprime i vertici etici e paradigmatici; perché anche questo è merito dell’Unione, quello di aver accompagnato la città di Lodi in una definitiva consacrazione, quale modello di impresa e di civile rappresentazione, motivo e vanto di ogni lodigiano, tanto più se imprenditore.

So che oggi è previsto un ricordo particolare per il già nominato, con commozione, Ariano Magli, mio amico personale e grande dirigente ma soprattutto gigante di umanità. Al vostro applauso, si aggiunge il mio, sperando ci sia la possibilità di leggere, nel corso della Manifestazione, qualche stralcio della memoria che gli ho dedicato a onore eterno.

Ringrazio Mario Bettini, mio Vice Presidente, che rappresenta oggi CASARTIGIANI, dirigente e persona dalla quale io traggo sempre insegnamento, esempio e nei confronti della quale ripongo grande ammirazione e grande affetto, perché, posso testimoniare, trattasi di persona che ama il mondo che rappresenta e che si distingue per nobiltà d’intenti, perché il bello e il grande della Lombardia che ho conosciuto e amato, è che ognuno di voi ci sono le migliori qualità.

In ultimo, ma non per ultimo, un saluto e un ringraziamento particolare va a Mauro Sangalli, che ho visto “crescere”, che ho sempre seguito con stima e grande amicizia e che adesso vedo affermato, con grande merito e consenso, nel suo ruolo insostituibile di guida e di riferimento di ognuno di voi. Mauro ha raccolto, in un momento difficile una difficilissima eredità, oltretutto in un’età molto giovane, ma ha saputo, con umiltà, determinazione e una certa classe, guidare l’Unione dal punto di vista operativo, sindacale, organizzativo e quant’altro. A Lui, un caloroso abbraccio.

Noi non siamo la politica, siamo un’altra cosa, siamo servizio fedele, siamo una Rappresentanza determinata, siamo l’orgoglio di una Storia millenaria. Noi non siamo stati di passaggio per ambire a uno scranno o una cadrega, siamo fedeli a quella stretta di mano che abbiamo dato a migliaia e migliaia di artigiani, di lealtà e d’impegno, un impegno che abbiamo sempre onorato.


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