POSSIAMO CAMBIARE L'ITALIA: NON SPRECHIAMO L'OCCASIONE


Articolo di fondo pubblicato su IL CITTADINO

Gentile direttore,

approfitto di questo spazio per esprimere un concetto che è più di una convinzione personale: siamo in un momento storico fondamentale, nel quale si deciderà il futuro del nostro Paese. Questo è un dato di fatto a cui aggiungo la mia speranza: non sprechiamo questa occasione.

Partiamo dai numeri, per giustificare questa presa di posizione. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza prevede investimenti per 220 miliardi di euro, una quantità di risorse che supera persino il piano Marshall su cui abbiamo costruito il nostro boom economico. Questi 220 miliardi, che l'Europa ci impone di spendere non per finanziare il solito circo di clientele o creare consenso immediato in un'ottica elettorale, possono davvero segnare il destino dei nostri figli e nipoti.

Vorrei concentrarmi sulle micro e piccole imprese, non soltanto perché è la categoria che, come presidente dell'Unione Artigiani, mi riguarda direttamente, ma soprattutto perché rappresentano il 99 per cento del tessuto produttivo italiano, e per questo credo che siano l'elemento fondamentale su cui costruire una ripresa economica, se vogliamo partire da elementi concreti e non ipotizzare un sistema economico costruito a tavolino nelle stanze della politica e destinato a non realizzarsi mai.

Dal nostro osservatorio, possiamo dire che ci sono settori in ripresa, eppure il fatturato è ancora lontano dai tempi pre-pandemia, mentre invece restano inalterati, rispetto a due anni fa, il costo del lavoro e una burocrazia impossibile da sostenere.

Siamo perciò convinti che, oltre a prolungare i sostegni per il 2021, sia necessario agire per mettere in atto una riforma fiscale e della pubblica amministrazione.

Per ora, nel Pnrr leggiamo tante idee e spunti per il futuro, ma il governo riuscirà a tradurre in realtà questi elementi? Il rischio concreto – e non sarebbe la prima volta – è che l'indecisione, l'incompetenza, le lotte interne frenino questa incredibile opportunità: non dimentichiamo, infatti, che Bruxelles pretende una rendicontazione degli investimenti man mano che vengono compiuti, e si potrebbe arrivare allo stop dei contributi. Non possiamo permettercelo.

Questa è infatti l'occasione per rilanciare l'Italia come protagonista nell'economia post-covid: per riuscirci, sarà inevitabile il contributo delle piccole imprese, che dovranno essere accompagnate verso una vera rivoluzione che si fondi su tecnologia, infrastrutture, ecologia, internazionalizzazione, formazione sempre più puntuale soprattutto nei giovani.

La pandemia ci portati sul bordo di un burrone: speriamo di poterlo saltare con la spinta del Pnrr. Le micro e piccole imprese hanno già dimostrato la propria resilienza ora si aspettano che la politica faccia la sua parte con risposte adeguate e veloci.

Nicola Marini

Presidente Unione Artigiani e Imprese Lodi