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Assemblea generale :UNIONE ARTIGIANI E IMPRESE LODI Relazione del Presidente

23/10/2018

 

Anche quest'anno ci ritroviamo per quello che si configura come il più importante momento associativo dell’Unione artigiani e Imprese di Lodi.L’assemblea per noi non significa soltanto assolvere una necessità, ma come sempre rappresenta l’appuntamento annuale in cui si tracciano i bilanci, e soprattutto gli obiettivi raggiunti come Unione artigiani, come associazione di categoria, corpo intermedio che assolve una funzione sempre più indispensabile in una realtà sempre più complessa.Probabilmente non siamo riusciti ad accontentare tutti , ma sono sicuro che l’impegno in associazione è stato grande, per questo mi sento in dovere di ringraziare tutti i nostri dipendenti, i collaboratori e il consiglio direttivo che ha voluto riconfermarmi per un altro mandato.Tutti ci dicono che il momento peggiore è passato, che chi è sopravvissuto alla tempesta adesso ha la strada spianata, personalmente vedo ancora una grande montagna davanti a me, i dati dicono che qualcosa si muove, ma l’artigiano sa che i dati e le statistiche contano poco nel lavoro di tutti i giorni.Ognuno di noi sa quali sono i problemi della propria azienda, quelli che riguardano solo lui e quelli che invece coinvolgono tutto il sistema e che ci mettono in difficoltà.Ogni mattina, all’apertura delle nostre aziende, troviamo oltre 200 scadenze che le imprese devono rispettare ogni anno.Cominciamo dall'aspetto fiscale. Il commercialista è fondamentale, e gli affianchiamo un consulente per le buste paga.Poi abbiamo anche il medico del lavoro, che ci consiglia saggiamente di farci seguire da un ingegnere per la sicurezza.Poi pensiamo alla formazione, per noi e per i nostri dipendentiPoi pensiamo ai rifiuti, e nel tempo che rimane, cerchiamo lavoro, dovremo pur fare profitto, solo che non sappiamo se scegliere clienti in periferia, o in città, dobbiamo fare i conti con, i ponti rimasti in piedi, le ZTL, e le restrizioni per combattere l’inquinamento.Ma Signori, la vera impresa per noi è riuscire a lavorare, con gli stessi ritmi di un’azienda del giorno d’oggi, che non può permettersi di perdere tempo prezioso.Basta con la burocrazia, se ne parla tanto, è un muro che esiste e che resiste.Ma c'è un altro muro da abbattere per favorire la crescita: i dati di Banca d'Italia ci raccontano di come ci sia ancora difficoltà nell'accesso al credito da parte delle piccole e medie imprese. Sappiamo tutti quanto sia fondamentale il credito per favorire la crescita e, nel ringraziare il sistema delle banche territoriali, ovvero le Banche di Credito Cooperativo e le popolari, ci auguriamo che continuino a sostenerci, mantenendo un rapporto diretto con i Confidi.Sul fronte della politica, invece, abbiamo invitato all’assemblea alcuni rappresentanti politici del nostro territorio, ce ne sono molti che ringrazio di nuovo, ce ne sono molti che nell’ultimo anno si sono fatti strada nei palazzi, nelle stanze che contano.Noi artigiani abbiamo ancora la speranza, che non ci ha mai abbandonato e tantomeno ci abbandona ora. Abbiamo anche qualche capello bianco in più, ma in questi dieci anni l’associazione si è fatta più forte e più unita, e vuole continuare a camminare insieme ai propri soci per andare più lontano.Chiediamo anche a loro di continuare a camminare insieme a noi per cercare di portare qualche risultato, non solo a livello nazionale ma soprattutto per il nostro territorio.Il momento storico che stiamo vivendo ci impone prese di posizione ferme e risposte chiare.Gli errori di oggi costeranno cari domani. Ribadiamo al Governo, alle istituzioni regionali e a quelle locali la necessità di rompere gli schemi e di agire per un cambiamento vero, maturando in parallelo l’umiltà di ascoltare la voce delle imprese, e di cambiare, su questa base, anche eventuali decisioni già assunte.Mi riferisco al reddito di cittadinanza: ad oggi non è ancora ben chiaro il meccanismo. Dovrebbe risolvere il problema della povertà, ma il vero problema è che il lavoro non c’è. Qui il lavoro dobbiamo crearlo, e in fretta, ne va del benessere economico del nostro paese.Ci chiediamo perché, con le risorse del reddito di cittadinanza, non si possano invece favorire investimenti che portino a un maggiore sviluppo e, con esso, a creare nuovo lavoro.Detto questo non voglio addossare, a voi che siete qui, delle responsabilità che non vi competono, non voglio additare nessuno, visto che le colpe, probabilmente, stanno più in alto, ma qui o capiamo che senza impresa non c’è futuro, o dietro l’angolo ci sarà solo il declino.Il grido di dolore del mondo del lavoro è arrivato ovunque, senza trovare risposta, senza che davvero sia stato fatto qualcosa per sostenere il settore, tant’è che domani mattina cari colleghi, troveremo davanti a noi altre scadenze: la fatturazione elettronica e il discorso privacy, che in teoria dovrebbero portare alla “semplificazione.”Per la privacy, come sempre disattendendo le nostre aspettative, vengono annunciate, ma non ancora proposte, le modalità semplificative per le piccole e medie imprese, e per la fatturazione elettronica, ci siamo sforzati veramente tanto, ma non riusciamo a capire dove si trovi la semplificazione, sia per i cittadini sia per le imprese,Pensiamo che chi ha scritto la normativa, non abbia mai emesso una fattura nella sua vita: per controllarci meglio ribaltano il problema su di noi. Tutto ciò si può definire presunzione di colpevolezza nei confronti di tutti gli imprenditori, ma noi chiediamo solo di poter lavorare, chiediamo che finalmente qualcuno trovi il coraggio di darci un taglio, di semplificare nel vero senso della parola, e che a questo punto, almeno la fatturazione elettronica venga introdotta a scaglioni, per andare a regime nell’arco di due o tre anni.Tutto ciò ha una ricaduta effettiva su imprese e cittadini, bisogna cambiare impostazione, bisogna ridare fiducia alle persone, bisogna convincere gli artigiani che possono ancora credere in se stessi e nella loro terra. Abbiamo ancora una cassaforte piena di competenze, di passione, di manualità e professionalità diverse, in grado di fornire ancora un valore aggiunto. Rimettiamo al centro la persona.Questo è quello che facciamo in associazione: mettiamo al centro le persone, al di là degli esempi che ho usato in precedenza per descrivere le numerose scadenze, va sottolineato che i corsi hanno portato ad una vera diminuzione degli infortuni sul lavoro. L’artigianato è una realtà sempre più complessa, per questo crediamo nella formazione, a tutti i livelli.Andiamo nelle scuole a parlare con i giovani, senza tralasciare l’importanza del sacrificio, per convincerli che l’artigiano non è un lavoro di serie B, ma che è una strada che può dare enormi soddisfazioni.Crediamo nella formazione, sia per chi entra nel mondo del lavoro e per chi è già al lavoro, perché anche chi lavora da decenni deve confrontarsi con un mondo che cambia, e deve saper cogliere ogni opportunità di crescita.Concludo, ricordando ai miei colleghi, che a noi il sacrificio non mancherà mai, che ci sarà sempre qualche problema da risolvere qualcosa che va storto ,ma noi guardiamo avanti, sempre e comunque, guardiamo al futuro con un sorriso.Cerchiamo quindi di riprendere in mano le basi del nostro lavoro, torniamo alla radice della nostra passione e ricominciamo ad amare quello che facciamo, con tutta la fatica che comporta.

Marini Nicola Presidente Unione artigiani e imprese Lodi

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