Da motto dei benedettini a filosofia dei bambini del Grest di San Fereolo. È tornato ieri all’oratorio della chiesa del Sacro Cuore di Robadello a Lodi il tradizionale appuntamento “Ora et Labora” giunto al nono anno di svolgimento. L’appuntamento, organizzato dall’Unione Artigiani e Imprese di Lodi in collaborazione con il parroco don Elia Croce e don Stefano Cantoni, responsabile del Grest, vuole essere un momento formativo per mostrare ai ragazzi i mestieri artigiani che continuano ad evolversi, esempi di quell artigianato che rappresenta un patrimonio della comunità locale. Insomma, un approccio nuovo di orientamento, dove i giovani parlano ai giovani, per un totale di oltre un centinaio di ragazzi coinvolti. «Questo progetto vuole mostrare come l’artigianato sia in grado di unire il lavoro manuale con qualcosa di spirituale, un’idea che è anche alla base della regola benedettina dell’ora et labora» fa notare Mauro Sangalli, segretario generale Unione Artigiani, ieri presente in oratorio a Robadello dove, nel corso del pomeriggio, diversi artigiani, tra cui la Ceramica artistica lodigiana Vecchia Lodi, Falegnameria Moroni, la pelletteria Livio Regnante Colautti, l’acconciatore Carlo Curioni, la restauratrice Simona Piolini, hanno mostrato a piccoli gruppi di bambini il loro lavoro, invitandoli a mettersi direttamente alla prova con la loro creatività.Inoltre, anche quest’anno, come già avvenuto nel 2025, grazie alla collaborazione con la direttrice Sara Scotti della Fondazione Luigi Clerici di Lodi erano presenti pure i ragazzi del percorso acconciatura, estetica, ristorazione, elettrico e meccanico.