Dai risultati dell’indagine economica sulle previsioni 2026, ostacoli e priorità delle imprese, effettuata tra i soci dell’Unione artigiani e imprese della Provincia di Lodi emerge un quadro fatto di luci e ombre. «La situazione, comunque, è tutto sommato positiva, nonostante le varie difficoltà delle imprese, ma l’artigianato dimostra sempre resilienza grazie a flessibilità ed elasticità, qualità e precisione». A dirlo è il segretario generale del sodalizio di via Lago Maggiore Mauro Sangalli, che ieri ha presentato il documento d’analisi dove «alla voce positività figurano fatturato, occupazione, cassa integrazione, mentre per i temi relativi ad investimenti e crediti ci sono ancora aspetti da migliorare. In difficoltà invece energia, manodopera, carburante e materie prime». In particolare, per quel che concerne il fatturato, su un campione di 100 imprese il 53% nel primo semestre di quest’anno ha avuto un fatturato stabile, il 29% in diminuzione e il 19% in aumento. Nei prossimi mesi, il 95% delle aziende non prevede di far ricorso alla cassa integrazione, e nemmeno di dover cancellare investimenti programmati in precedenza (76%). Però, nemmeno si investe sull’innovazione, visto che su 94 aziende il 57,4% dice che nel primo semestre appena trascorso gli investimenti sotto questo punto di vista sono rimasti a zero. Su 92 aziende, solo il 6,5% ha investito in intelligenza artificiale, segno che la rivoluzione tecnologica è ancora ampiamente lontana dal compiersi, almeno per quanto riguarda le imprese artigiane, settore in cui le aziende ritengono di essere minacciate principalmente dal caro energia e dall’aumento dei prezzi delle materie prime. Al terzo e quarto posto i rischi geopolitici e le difficoltà ad ottenere del credito, dove i tassi sembrano essere più onerosi rispetto che in passato. Infine un dato sulla ricerca di nuovi lavoratori: su 100 aziende il 56% fa fatica a reperire nuove figure professionali come operai specializzati ma anche come manodopera generale. Sangalli conclude parlando di prospettive future: «Su giovani e manodopera stiamo lavorando, così come sull’orientamento come con il progetto Grest Ora et Labora. Altro nostro obiettivo, anche grazie all’istituto Clerici, è far riscoprire ai giovani l’uso delle mani e la manualità, fattori che permettono di sviluppare creatività e talento».