CASARTIGIANI esprime profonda soddisfazione per il via libera alla riforma della legge quadro sull’artigianato, approvata ieri sera dal Consiglio dei Ministri in concomitanza con la legge di Bilancio. Si tratta di un traguardo storico per il comparto, che scardina limiti anacronistici e riconosce alle imprese artigiane maggiore libertà di espandersi, assumere e investire, salvaguardando al contempo la propria natura originaria.
Il nuovo provvedimento supera i vecchi vincoli dimensionali e le rigidità societarie che ormai non rispecchiano più le dinamiche del mercato attuale. La riforma mette al centro la figura dell’imprenditore artigiano, valorizzando il talento, le competenze professionali e l’attitudine all’innovazione nei mercati globali. Questo fondamentale risultato corona una battaglia determinata che CASARTIGIANI ha condotto con fermezza al fianco delle altre Confederazioni del settore.
Con questo atto si sancisce un principio cardine: lo sviluppo non può e non deve tradursi in una penalizzazione per l’impresa artigiana. Al contrario, l’azienda deve poter incrementare l’organico e aprirsi a nuovi scenari commerciali senza perdere i propri tratti distintivi.
In tal senso, la Confederazione riconosce il valore dell’impegno preso e mantenuto dall’Esecutivo e dalla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che aveva garantito la conclusione dell’iter di riforma.
CASARTIGIANI auspica ora che il Parlamento garantisca il massimo supporto nel percorso di approvazione, definendo gli ultimi dettagli del testo per consolidare questa scelta strategica a favore del sistema produttivo nazionale.
Il Presidente di CASARTIGIANI, Giacomo Basso, ha evidenziato come questo traguardo, atteso da oltre quattro decenni, risponda alla necessità di sintonizzare le regole con un panorama produttivo radicalmente mutato, restituendo alle imprese un contesto idoneo per generare occupazione e innovazione. Dal 1985 — anno di introduzione della precedente legge quadro — a oggi, l’evoluzione delle tecnologie, dell’organizzazione del lavoro e dei mercati ha ridefinito il settore. Le imprese artigiane non sono più semplici botteghe locali: si aprono all’internazionalizzazione, investono in automazione avanzata e inseriscono figure professionali altamente specializzate.
Per permettere al comparto di guidare lo sviluppo economico e sociale dell’Italia, era indispensabile aggiornare una normativa ormai obsoleta. “Dobbiamo scongiurare il rischio che la crescita aziendale comprometta lo status di artigiano”, ha sottolineato Basso. “La riforma che abbiamo fortemente voluto mira proprio a questo: permettere alle imprese di consolidarsi e creare posti di lavoro, restando fedeli alla propria vocazione e identità”. Le realtà artigiane stanno già affrontando una transizione complessa sul piano tecnologico e organizzativo; la legge, conclude il Presidente, ha il dovere di assecondare e favorire questa evoluzione anziché fermarla.
Viene ad avverarsi il sogno di Einaudi e del suo epocale messaggio che dette riconoscimento a tutto il comparto che è famoso per il suo incipit “nonostante tutto quello che possiamo fare per rendere difficile la vita ai nostri imprenditori, ogni giorno per incanto si aprono le botteghe, le aziende, l’ingegno umano e l’Italia va avanti.
Adesso abbiamo la coscienza a posto. Un ringraziamento va a Giorgia Meloni. Tanti volti vengono alla mente in questa che è stata una battaglia in cui abbiamo messo tutte le nostre energie, fino a risentirne fisicamente, che insieme alla Banca degli Artigiani sono due impegni che non ci hanno visto lesinare ogni nostra disponibilità.

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